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L’alambicco e la preparazione della cotta
Quando arriva il momento della distillazione, la vinaccia viene raccolta, insaccata e portata a spalla nell’alambicco ottocentesco, caricato ancora come si faceva un tempo. L’acqua si misura a vista, la vinaccia si distribuisce nella caldaia e il coperchio si chiude con la precisione che nasce dall’esperienza. La preparazione della cotta è un gesto quotidiano, semplice e ripetuto, ma conserva il carattere di un rito che unisce il lavoro dell’uomo a un sapere tramandato.
La vinaccia che diventa energia
Una volta terminata la cottura, la vinaccia esausta non viene scartata. Viene raccolta, pressata lentamente per diverse ore e trasformata in blocchi compatti che, una volta tagliati, vengono lasciati riposare e asciugare per molti mesi. Durante questo tempo perdono umidità, diventano leggeri e pronti per un nuovo utilizzo. Saranno proprio questi blocchi a diventare il combustibile che alimenta il fuoco dell’anno successivo, permettendo all’alambicco di riprendere il suo lavoro. Si chiude così un ciclo produttivo essenziale: la stessa materia che dà origine alla grappa fornisce anche il calore necessario per distillarla, senza sprechi e nel rispetto di una tradizione che continua a rinnovarsi.